L’avventura

L’avventura

La trilogia dell’incomunicabilità di Michelangelo Antonioni

Vive uno sguardo che, minaccioso e delegittimante, ci rende oggetti; oggetti tra gli altri, prigionieri di una soggettività che intrinsecamente e per natura ci appartiene, ma che non può prescindere dalla soggettività altrui: brutale e inesorabilmente presente, per la quale, giustappunto, noi siamo meramente un ‘oggetto-visto’. Senza troppo uscir fuori dalle suggestioni...

Vae victis?

Vae victis?

La rappresentazione dei vinti nell’arte, fra eroismo e autocelebrazione

L’antichità classica amava l’impresa bellica, e soprattutto gli atti di eroismo, che servivano da exempla: quando lo storico latino Tito Livio narra le gesta dell’impavido Orazio Coclite, eroe della romanità più arcaica, lo fa esaltandone i tratti più gloriosi – l’eroe che ordina agli altri soldati di abbandonare il ponte su cui stavano arginando...

L'obbiettivo realista

L'obbiettivo realista

Giovanni Verga e Italo Svevo agli albori del romanzo italiano moderno

Raggiunto il traguardo della estenuante maratona risorgimentale l’Italia, da poco politicamente unita, si trova ad un punto di svolta epocale, soglia di impegni ed attese forse ancora più gravi degli anni di lotta appena trascorsi: il neonato Regno d’Italia, al momento esistente solo nominalmente, deve darsi assetto istitutivo, riorganizzare le regioni acquisite, creare un tessuto...

La grande illusione

La grande illusione

Riflessioni sulla Grande Guerra a cent'anni dall'attentato a Francesco Ferdinando

«Ho paura che né io né voi possiamo arrestare la marcia del tempo». «Boëldieu, io non so chi vincerà questa guerra. La sua fine, qualunque essa sia, sarà la fine dei Boëldieu e dei Rauffenstein». «Forse non ci sarà più bisogno di noi». «E voi non trovate che sia un peccato?» «Forse». Al...

Il cinema di Carlo Mazzacurati

Il cinema di Carlo Mazzacurati

Il provinciale microcosmo dell’Italia contemporanea

«Per conoscere un uomo bisogna studiare non il suo silenzio né il suo modo di parlare o di piangere o di infiammarsi alle idee più nobili, ma il suo riso. Se, per lungo tempo voi non avete potuto decifrare un carattere, e ad un tratto ci riuscite ciò è perché quell'uomo ride molto francamente. Allora tutta la sua anima vi si presenta come su una mano. Quell’uomo...

Il doppio rintocco della Campana

Il doppio rintocco della Campana

Dino Campana a Firenze e lo smarrimento dei Canti Orfici

Colpito fin dai quindici anni da un’acuta confusione di spirito, avvisaglia di un male che lo avrebbe gradualmente portato ad una cupa forma di follia, il marradese Dino Campana, poeta per elezione, si abbandonò giovane ad un frenetico ulissismo, «spinto − come afferma in alcune memorie − da una specie di manìa di vagabondaggio». Interrotti gli studi in...