Spirito di adattamento

Spirito di adattamento

Un viaggio tra il cinema di Charlie Kaufman e le parole di Anna Kavan

Questo articolo contiene spoiler di Sto pensando di finirla qui, per quanto sia possibile trattandosi di un film fondamentalmente astratto e contorto.                                                                       ...

Nelle terre di McGahern

Nelle terre di McGahern

Dentro il racconto | Il lavoro e il paesaggio, la natura e il quotidiano nell’immaginario dello scrittore irlandese

Lungo tutta la sua vita a John McGahern è stato affibbiato spesso il soprannome di Čechov irlandese. È una descrizione che si porta appresso quel sapore di pigrizia giornalistica, ma in effetti qualcosa di comune ai due si può trovare in quella capacità di sottrarsi alla loro prosa e di riuscire a trarre senso dalle vite quotidiane della gente di campagna: insegnanti,...

Perché i napoletani non hanno paura della morte

Perché i napoletani non hanno paura della morte

A spasso tra vie e cimiteri del capoluogo campano con gli occhi di Lucia Benavides

Proprio come la maggior parte delle persone, anche io ho paura della morte. Sono estremamente attenta a parlarne e quando lo faccio non la nomino mai esplicitamente. A volte mi capita di evitare canzoni sul tema tipo That’ll be the day di Buddy Holly, o le strade in cui si sono verificati incidenti mortali. Altre, invece, uso espressioni eufemistiche e meno angoscianti “se n’è...

Quando scrivo di vanità ed egocentrismo sto ridendo di me | Intervista a David Szalay

Quando scrivo di vanità ed egocentrismo sto ridendo di me | Intervista a David Szalay

Dal telemarketing alla finale del Man Booker Prize, lo scrittore canadese si racconta sulle pagine del Guardian

Siedo in compagnia di David Szalay in un caffè di Budapest e parliamo del Man Booker Prize, a cui nel 2016 Tutto quello che è un uomo, il suo quarto romanzo, arrivò in finale. In particolare, ci soffermiamo sulla cerimonia di premiazione. «Un’esperienza orribile», commenta lui, «la cena è quanto di più stressante ci sia. Mi sembra ieri, giuro:...

La bellezza è un metodo

La bellezza è un metodo

L'estetica nera come forma di quotidiana resistenza al razzismo

La bellezza non è un lusso, ma piuttosto un modo di creare possibilità all’interno di uno spazio chiuso, un atto radicale di sussistenza, significa abbracciare le nostre storture, trasfigurare ciò che ci viene dato. È la volontà di adornare, un’inclinazione al barocco e l’amore dell’esagerato. Saidya Hartman Le parole fanno succedere le cose....

L’America di Walmart e l’America di Trump

L’America di Walmart e l’America di Trump

Come i racconti di Mary Miller fanno luce sulla classe operaia statunitense

Mary Miller è una che in poco tempo ne ha fatta di strada. Nel 2005 viveva e lavorava a Meridian, una cittadina del Mississippi centoquaranta chilometri a est di Jackson, dov’è nata e cresciuta. Benché avesse ventisette anni, a differenza di gran parte dei laureati in scrittura creativa non aveva ancora mai scritto narrativa né seguito laboratori. Ma scriveva poesia....