Habib Bourguiba

Monastir, 3 agosto 1903 – Ivi, 6 aprile 2000

Disponibile fin dal liceo ad affiancare al pensiero occidentale lo studio della cultura islamica, alla Sorbona lo studente di legge Habib Bourguiba abbraccia l’indipendentismo già algerino e marocchino, ma in patria ne rifiuta la libresca versione del Destour (Costituzione) per fondare col Neo-Destour (1934) un partito nazionalista capace di organizzare sul territorio un consenso socialmente trasversale. Già assai noto nelle carceri coloniali, nel dopoguerra Bourguiba guadagna terreno finché nel 1954 è unico interlocutore di un governo francese che, spinto dall’incandescenza della situazione, concede l’indipendenza alla Tunisia (1957): alla modernizzazione della nuova Repubblica Bourguiba consacrerà un’azione politica pragmatica, intesa a integrare amicizia con l’Occidente e opzioni di tendenza socialista in politica interna, ma soprattutto in grado di realizzare forti progressi nel campo dei diritti, allargato alla donna tramite il ridimensionamento dell’influenza dell’Islam sulla società. Fallito il tentativo di assicurare al Paese una durevole prosperità economica, frustrata insieme da un privato atrofico e dal peso del debito estero, negli ultimi anni Bourguiba tenterà controcorrente di mantenersi al potere sempre più autoritario, alienandosi l’enorme popolarità accumulata e lasciandosi relegare, dopo la manovra costituzionale che nel 1987 lo estromette dalla vita politica, ad una difficile memoria di padre della patria.

 

Parte della serie Autoritari

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