Yasser ‘Arafāt

Il Cairo, 24 agosto 1929 – Parigi, 11 novembre 2004

Fratello Musulmano e Presidente (1952-6) della Lega degli studenti palestinesi, con Al-Fatàh l’ingegnere ‘Abd ar-Ra’uf consegna alla causa palestinese un’organizzazione politica e paramilitare che, conquistando l’egemonia nell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (1968), porterà Yasser Arafat alla Presidenza del suo Comitato esecutivo (1969); passato in Libano quando la Giordania ospite apre il fuoco fino al Settembre Nero (1970), l’uomo d’azione Arafat avvia una strategia diplomatica che farà dell’OLP l’unica legittima rappresentanza palestinese nella Lega Araba (1974) e, nonostante l’esplodere in Libano, col coinvolgimento d’Israele, d’una guerra civile che impone un trasferimento in Tunisia (1982), condurrà alla proclamazione di uno Stato palestinese in esilio (1988): malgrado l’Intifada (1987) in corso, l’intesa con Israele si avvicina ad Oslo (1993), con la nascita dell’Autorità nazionale palestinese e quindi il Premio Nobel per la Pace diviso con  Yitzhak Rabin e Shimon Peres. Eletto Presidente dell’ANP (1996), Arafat vedrà la propria linea di dialogo sfaldata dal fallimento dei negoziati di Camp David (2000) e dalla calcolata sfiducia di Israele in un capo ormai anziano e effettivamente ambiguo nei confronti delle frange estremiste propense alla violenza terroristica. All’estromissione dal sempre più difficile processo di pace segue, a breve distanza, una morte forse affrettata dal veleno.


Parte della serie Rivoluzionari

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