Madame de Pompadour

Parigi, 29 dicembre 1721 – Versailles, 15 aprile 1764

Quando lo speculatore finanziario ch’è suo padre si esilia, il più fortunato collega Le Normant de Tournehem la prende con sé per darle, tra lettere ed arti, l’educazione necessaria a farsi dama d’alta società – ruolo che Jeanne-Antoinette Poisson vorrà, mettendo a frutto il naturale fascino, interpretare al massimo livello, maîtresse-en-titre del re di Francia: introdotta a Versailles dagli ambienti finanziari che la rendono invisa ai più della corte, l’allora Madame d’Étioles diventerà marchesa di Pompadour allorché penetra nell’intimo di Luigi XV, donde per vent’anni, certo passando dal letto al sécretaire, tenterà d’esercitare un alto magistero sull’arte come sulla politica, fattasi regola d’ogni sovrano favore e privilegio: ma se riesce coi palazzi del fratello architetto – l’École militaire, il Petit Trianon – e con l’opera propria di promozione del teatro, della pittura, delle arti applicate, a condurre all’apogeo il gusto francese, e se resiste all’ostilità del monarca e della nobiltà conservativa nel sostenere i philosophes fino a proteggere l’edizione dell’Éncyclopedie, fallisce clamorosamente in politica – che davvero plagi il re, o si limiti a elaborarne e comunicarne le volontà: se è sua l’ascesa dell’abile ministro Étienne-François de Choiseul, è sua anche quella strana alleanza con Vienna ove la Francia troverà Sette anni di Guerra d’immensa rovina.  

 

Parte della serie Autoritari

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