Mecenate

Arezzo, 15 aprile 68 a.C. – 8 a.C.

Rampollo di antichissima ed eccelsa famiglia etrusca (Non quia, Maecenas, Lydorum quidquid Etruscos/incoluit finis, nemo generosior est te, Orazio, Odi, I,6), il cavaliere Gaio Cilnio Mecenate entra nell’entourage di Ottaviano fin dalla battaglia di Filippi. Sono le grandi doti diplomatiche ad ottenergli la stima e l’amicizia del giovane figlio adottivo di Cesare, allora impegnato a consolidare il proprio potere nella parte di imperium sotto il suo traballante controllo. Pur mancando di cariche ufficiali, Mecenate è capace portavoce di Ottaviano a Roma e in Italia, nonché protagonista della strategia di equilibrio con Antonio, alla morte del quale, dopo Azio, sceglierà di ritirarsi dalle scene politiche. All’attenzione che riesce a mantenere alla sua voce presso Augusto, Mecenate affianca e vincola, anche politicamente, quella dedicata al circolo letterario in cui fioriscono creature come Virgilio e Orazio: un’attività, questa, che più della politica suscita in Mecenate gli entusiasmi eternati, oltre che dalla poesia immortale dei suoi protetti, dal nome stesso che si usa dare alla forma più alta di patronage.

 

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