Federico da Montefeltro

Gubbio, 7 giugno 1422 – Ferrara, 10 settembre 1482

Allievo nella scuola gonzaghesca donde Vittorino da Feltre trae fior di capi di Stato, un giovane da Montefeltro già militare e vicario pontificio delle terre in dote alla prima moglie è signore d’Urbino morto il fratello Oddantonio nel 1444; sono le armi la specialità di Federico, che condottiero serve Milano e Firenze e la Napoli di Ferdinando I e infine il papa umanista Pio II contro il Malatesta signore di Rimini cui strappa a sé Senigallia e Fano; guida della Lega italica del 1466 è martello del Colleoni cioè di Venezia, che è respinta come i papi in espansione che, quando Della Rovere, sono costretti a riconoscergli il titolo di Duca (1474) di uno Stato di Urbino tutto fatto in punta di spada. Ma per la punta del pennello di Piero della Francesca, ritratto di fronte alla seconda moglie Battista Sforza, Federico da Montefeltro passa ai posteri quale splendido e intelligente mecenate capace di farsi intorno, nel maestoso palazzo che Laurana eleva a un apparato ancora sogno oltralpe, una cerchia di artisti e soprattutto d’umanisti raffinati che gli curano la biblioteca che oggi è al cuore dell’Apostolica Vaticana.

 

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