Charles Darwin

Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Down, 12 aprile 1882

Più che alla medicina o alla cura d’anime, Charles Darwin è spinto alle scienze naturali dagli scritti dell’illustre suo avo Erasmus, come dall’incontro, a Cambridge, con quell’Henslow botanico che lo proporrà come naturalista per la spedizione scientifica del brigantino Beagle: dal lungo viaggio (1831-6) tra l’America Latina, l’arcipelago delle Galápagos e le isole coralline dell’Oceano Indiano Darwin trarrà una messe d’osservazioni, specie sulla distribuzione geografica degli animali, che lo convinceranno della validità dell’ipotesi evoluzionista, già nota ma poco frequentata; sarà la riflessione sulle pratiche d’ibridazione e selezione di allevatori e floricoltori a indicargli la causa delle «trasmutazioni» nelle specie animali, dunque il meccanismo dell’evoluzione, in un processo di selezione naturale, e il principio di questa nella struggle of life recepita da Malthus. Maturato anche il concetto della divergenza dei caratteri, a coronamento di vent’anni di lavoro Darwin pubblicherà On the origin of species (1859), saggio epocale cui segue, in The descent of man, and selection in relation to sex (1871), l’applicazione della medesima teoria alla specie umana: scelta coraggiosa dinanzi ad una civiltà profondamente influenzata dalla religione, e perciò tanto convinta del creazionismo biblico da opporre, alle consistenti prove riportate e alla fortuna ottenuta dall’opera darwiniana nella comunità scientifica, un rumoroso, e tutt’oggi vivo, rifiuto.   

 

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