Alan Turing

Londra, 23 giugno 1912 – Wilmslow, 7 giugno 1954

Laureato in matematica a Cambridge nel 1934, è insieme a quell’Alonzo Church sotto cui a Princeton prende un Ph.D. che Alan Turing mette a punto una teoria per cui ogni funzione effettivamente computabile può essere calcolata da una Turing machine, un modello astratto di computer capace di memorizzare un numero finito di istruzioni con cui leggere un nastro diviso in campi contenenti simboli di un alfabeto finito ed eseguire i relativi calcoli. È questo modello che nel 1948, al Royal Society Computing Machine Laboratory di Manchester, darà modo a Turing di progettare il programming system di quel primo computer elettronico digitale a programma memorizzato funzionante che sarà commercializzato come Ferranti Mark I; ma l’alto profilo istituzionale del giovane e brillante matematico, dal 1951 fellow della Royal Society, è stroncato l’anno dopo dal processo per omosessualità che l’essenziale servizio prestato in guerra per la decodificazione dell’Enigma tedesco non riesce ad evitargli. È un apparente suicidio quello che invece interrompe gli studi, che oggi fanno di Turing un pioniere della vita artificiale, sulla progettazione computerizzata di meccanismi chimici con cui i geni possano controllare lo sviluppo di strutture anatomiche vegetali e animali.

 


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