Searching: scomparire nell'abisso digitale

Il cinema degli schermi di Aneesh Chaganty e i pericoli della genitorialità digitale

Searching, opera prima del regista Aneesh Chaganty, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2018 nella sezione NEXT, racconta la storia di David (John Cho), un padre che vive a San José in California. La moglie Pam è morta da due anni per un linfoma e David sta crescendo la figlia sedicenne Margot, una ragazza studiosa e responsabile. Un venerdì l’apparente equilibrio...

Della morte e del potere

Il cinema di Paolo Sorrentino tra il divo Giulio Andreotti e il Silvio Berlusconi di Loro

Paolo Sorrentino è forse uno dei nostri autori più celebri anche all’estero. Lo contraddistinguono uno stile e una poetica ben definiti, tanto da fare dei suoi film opere perfettamente riconoscibili grazie a precise costanti narrative e visive. Passando dalla vena satirica a quella più carnevalesca Sorrentino racconta il mostruoso della società italiana odierna contraddistinta...

Il fascino di Hannibal Lecter

Il rapporto tra cinema ed emozioni tra Il silenzio degli innocenti di Demme e Indiana Jones di Spielberg

Vi siate mai chiesti perché proviamo determinate emozioni di fronte alla visione di certi film? Il processo che permette allo spettatore di entrare in relazione positiva o negativa nei confronti di un personaggio è l’empatia, che determina la nostra risposta nei confronti del film e provoca, a sua volta, una nostra reazione. Un film permette così di analizzare anche il problema...

David Lynch: il regista che dipinge il cinema

L'influenza della pittura nell'immaginario del regista americano tra Cézanne, Bacon e Magritte

David Lynch è forse uno dei registi più complessi, ma allo stesso tempo più geniali del cinema contemporaneo. Autore introspettivo e intimista porta nei suoi film una poetica cinematografica distante dalla maggior parte di coloro che si avvicinano alla settima arte. Per il regista del Montana il cinema è piuttosto un prolungamento dei propri dipinti e del proprio...

Lo sguardo sulle statue

Il mistero delle sculture nel cinema tra Antonioni e De Oliveira, Resnais e Rossellini

Molti film contengono sequenze in cui la macchina da presa dialoga con delle sculture. L’occhio cinematografico diventa metafora di uno sguardo che va oltre il semplice marmo: guardarlo significa indagare sul passato dell’umanità, sul senso della storia tout court scoprendo così un limite dello sguardo umano e, conseguentemente,...

Gli occhi di Antonioni

Lo sguardo femminile sulla città come chiave di lettura del mondo

Negli anni ’60 le città italiane e le metropoli cominciano ad acquisire la conformazione di megalopoli e il conseguente inurbamento verso la periferia, per assumere sempre più un aspetto cementificato. Un cambiamento che non riguarda soltanto l’aspetto architettonico della città ma, soprattutto, quello antropologico. Negli stessi anni Michelangelo Antonioni è...

Gli uomini ciondolanti del noir

Il noir americano e lo spaesamento dell'uomo moderno con le lenti di De Certeau e Marc Augé

Negli anni ’30 i film americani privilegiavano l’impiego dei teatri di posa, presentando allo spettatore protagonisti immersi in scenografia fittizie. Il noir americano degli anni ’40 e ’50 compie un processo opposto. Il genere inscritto all’interno di un cinema che risente l’influsso storico, si avvia verso direzioni innovatrici rispetto a quello degli anni precedenti...