Se la Spagna è più ricca dell'Italia | Eureka

Dopo la crisi finanziaria e riforme strutturali severe, l'economia spagnola sembra più forte

«L'identità dell'Europa è più di una democrazia attenta alla libertà: è una cultura unica al mondo che combina questa passione per la libertà. il gusto dell'uguaglianza, l'attaccamento alla diversità delle idee, delle lingue, dei paesaggi». Il Presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso al Parlamento Europeo.

 

Mentre l’Italia languisce in tassi di crescita relativamente bassi, la Spagna è uscita dalla grande recessione con vigore, rappresentando la forza locomotrice della crescita della zona euro, mantenendo tassi di crescita annuali oltre il 3%. Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato che il Pil pro capite spagnolo ha superato quello dell’Italia, pronosticando inoltre che nei prossimi 5 anni la Spagna darà al suo vicino mediterraneo un distacco maggiore del 7%. Il successo dell’economia spagnola in termini macroeconomici durante l’ultimo lustro è impressionante. Tutte le agenzie di rating hanno elevato la categoria del debito pubblico spagnolo, contribuendo notevolmente alla riduzione degli interessi legati al debito. La disoccupazione è diminuita drasticamente, dal 26% nel 2013 al 16% ad oggi, portando ad una rilevante diminuzione degli oneri finanziari legati ai sussidi di disoccupazione. La situazione economica è dunque il fiore all’occhiello del partito al governo, il partito di centrodestra Partido Popular, il quale, attaccato da diversi fronti, sfrutta la questione della crescita economica come sua arma politica di eccellenza.

La crescita economica spagnola attuale è una combinazione concreta delle sempre agognate riforme strutturali proposte da Bruxelles e dell’inevitabile risalita della economia a seguito del colpo estremamente sofferto durante i primi anni della crisi finanziaria. La recessione provocò una riduzione drastica degli stipendi, che costrinse il governo Rajoy a realizzare una profonda riforma del mercato del lavoro al fine di renderlo più flessibile e creare un ambiente favorevole agli investimenti. Queste misure hanno permesso di risanare l’economia dall’esterno, da una concezione basata sulla sovralimentazione della domanda interna attraverso il credito privato, fino a giungere ad una situazione in cui la Spagna è divenuta esportatore netto. La caduta nel prezzo della manodopera è stata senza dubbio uno dei fattori dominanti che hanno permesso di guadagnare in efficienza e competitività, promosse grazie a riforme strutturali e ad effetti positivi generati della crisi che hanno causato la chiusura delle imprese meno competitive o con alti livelli di indebitamento.  In sintesi, il peso delle esportazioni e l’aumento della produttività rappresentano le ragioni della buona performance macroeconomica spagnola.

Una parte della crescita è da considerarsi come conseguenza del ritorno alla normalità dopo un aggiustamento estremamente severo dopo la crisi

Tuttavia, i dati economici, seppur positivi, devono essere relativizzati; una parte della crescita è da considerarsi come conseguenza del ritorno alla normalità dopo un aggiustamento estremamente severo dopo la crisi. Il rischio di un rallentamento della crescita nell’arco dei prossimi anni resta comunque uno scenario verosimile. Inoltre, la disoccupazione, grande problema storico dell’economia spagnola, continua ad essere un caso eccezionale nei paesi sviluppati. Tra tutti i paesi dell’UE, solo in Spagna e la Grecia la disoccupazione si attesta a più del 12%, e il 16% spagnolo continua a rappresentare più del doppio della media europea. Un altro problema per la Spagna è costituito dal suo livello di deficit, essendo l’unico paese dell’Eurozona ad aver superato la sacrosanta soglia del 3%. Il paese si trova ora sotto la stretta vigilanza delle istituzioni europee nel quadro della procedura di disavanzo eccessivo, nonostante l’uscita dalla procedura sia prevista per il prossimo anno. Il debito continua a sfiorare il 100% del PIL ed è caratterizzato da livelli di riduzione troppo lenti per essere in un momento economicamente prospero: questo fatto complicherà le cose quando arriverà il tempo delle vacche magre – tempo che arriverà.

I grandi dati macroeconomici non sono apprezzati da una popolazione che ha sofferto enormemente gli effetti dell’adeguamento salariale e l’austerità, e che ora reclama di poter beneficiare dei frutti della crescita economica. I partiti dell’opposizione basano il loro discorso politico su questo punto, mentre il governo si difende affermando che presto gli effetti positivi diretti inizieranno a manifestarsi. Il 2019 sarà un anno di elezioni locali, regionali ed europee, e tutti i partiti mireranno a creare un discorso politico concentrato sui temi della crescita economica e che sia fortemente sentito dai cittadini. La maggiore opportunità ed il maggior rischio per l’economia spagnola risiedono esattamente qui: se si approvano riforme in modo corretto, ponendo l’accento sulle misure strutturali, creando uno stato sociale più efficiente e aumentando i salari secondo la produttività, il caso spagnolo rappresenterà per l’Eurozona un esempio da seguire. Al contrario, se si cede al populismo economico, del quale Bruxelles vede i primi segnali nell’aumento delle pensioni – nonostante il deficit eccessivo, la Spagna ritornerà ai tempi della bolla economica e tutto lo sforzo degli ultimi anni sarà stato vano. 

Javier Hidalgo Tostado
(Traduzione di Sharon De Cet)

 

CALENDARIO In Europa, ad aprile
6 aprile ► La Commissione Europea ha approvato gli aiuti di stato del governo italiano per 44 milioni di Euro a favore delle aree colpite dai terremoti nel 2016 e 2017, rivolti prevalentemente alla ricostruzione e allo sviluppo delle imprese del territorio interessato dai sismi. 
19 aprile ► 24 Paesi dell'Unione Europea e la Norvegia hanno siglato un accordo per tentare di competere con Stati Uniti e Cina in fatto di intelligenza artificiale (AI), con l'obiettivo di migliorare il clima per gli investimenti nel settore, per portare gli investimenti pubblici e privati dai 4 miliardi del 2017 ad almeno 20 miliardi nel 2020.
28 aprile ► I governi di Francia e Germania hanno annunciato che avranno pronto entro il prossimo giugno un piano complessivo per la riforma dell'Eurozona.
30 aprile ► Apple, accusata dalla Commissione Europea di aver beneficiato indebitamente di aiuti di stato sottoforma di esenzioni fiscali per 13 miliardi, inizierà a pagare l'importo che dovrebbe al governo irlandese, ma la cifra sarà vincolata ad un fondo a capitalizzazione in attesa della decisione in appello.

 

SPUNTI per l'Europa
Spiegel Interview with Dutch Prime Minister Rutte on Eurozone Reforms
Financial Times Germany is frustrating Emmanuel Macron’s grand ambitions
Elysée Discours du Président de la République au Parlement européen
Il Sole 24 Ore Il telepass diventa europeo: vale anche in Francia, Spagna e Portogallo
Politico Valéry Giscard d’Estaing: Toward a smaller Europe


Commenta