Gennaio in Unione Europea - Eureka

Mentre in Italia si protesta per i sacchetti biodegradabili, in Romania si scende in piazza contro la corruzione

«Tre anni a Bruxelles a 20mila euro al mese in Commissione Commercio e non sa che i dazi li può mettere solo l'Unione Europea». Il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda, reagisce su Twitter ad una proposta sull'introduzione di dazi avanzata dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini.

FOCUS EUROPA L'emergenza plastica vale più di due centesimi

L’opinione pubblica italiana ha salutato il nuovo anno protestando contro l’obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili al supermercato. Una polemica insolita, ma non troppo. Insolita perché riguarda un aspetto di politica ambientale, spesso ignorata. In realtà, il casus belli è stato il costo dei sacchetti per la frutta e la verdura, bollato come una violazione da parte dell’Unione Europea della sacra libertà di insacchettamento. Effettivamente, questo perfido sopruso è l’applicazione italiana di una direttiva europea del 2015, ma è da vedere come il simbolo di un quadro più ampio e importante, che la Commissione Europea ha ufficializzato lo scorso 16 Gennaio: una strategia europea per azzerare l’effetto inquinante della plastica. L’approccio della Commissione, presieduta da Jean-Claude Juncker, non vuole condannare l’uso della plastica, di cui si riconosce l’importanza per l’economia; altresì, ritiene però indispensabile che entro il 2030 la totalità della produzione di plastica in Europa sia efficacemente riciclata. Oggi, sui circa 25 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, questa percentuale arriva a malapena al 30 percento. Entro 12 anni, dunque, tutte le confezioni in plastica prodotte dovranno essere riciclabili. La Commissione mette a disposizione un investimento di circa 100 milioni nella ricerca tecnologica a partire da un nuovo e uniforme design for reciclability, da elaborare in collaborazione con lo European Committee for Standardisation e il settore industriale. L’intento è quello di rendere anche il materiale di seconda mano competitivo sul mercato. Il settore del riciclo può valere molto anche sul lato occupazionale, con un incremento previsto di circa 200.000 posti di lavoro da qui alla data obiettivo. Non mancano inoltre le misure dal lato dei consumatori. L’esecutivo comunitario promette un maggiore impegno su più fronti: campagne di sensibilizzazione per migliorare la cultura del riciclo dei cittadini europei, armonizzazione delle norme relative all’etichettatura dei prodotti biodegradabili e nuove misure per limitare l’utilizzo di microplastiche, ovvero quei microscopici residui dei comuni prodotti in plastica, la cui proliferazione – stando alle Nazioni Unite – sta mettendo in pericolo la vita in tutte le acque del pianeta e la catena alimentare che ne deriva. Altro obiettivo fondamentale della strategia è quello di ridurre l’accumulo di rifiuti in mare provenienti da imbarcazioni. Si prevedono aiuti di vario genere agli impianti portuali, così da renderli capaci di gestire adeguatamente i rifiuti senza oneri eccessivi.

Il 2030 è sicuramente un orizzonte ragionevole per implementare un piano così ambizioso. Tuttavia, per alcune associazioni, come il WWF, un decennio è un tempo fin troppo lontano per quella che è una vera e propria emergenza ambientale. Questa urgenza è rafforzata anche sul piano logistico, visto l’alt della Cina alle importazioni di rifiuti dal resto del mondo, inclusa l’Unione Europea, che vi trasferiva il 60 percento dei propri rifiuti. Una menzione a parte merita invece la cosiddetta plastic tax. La Commissione Europea riporta nel documento strategico la propria disponibilità a valutare la fattibilità di un intervento dal lato fiscale. Ne gioisce il Commissario Europeo al Bilancio e alle Risorse Umane, Günther Oettinger, fautore dell’idea. Questa proposta non trova però tutti d’accordo. Il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen e l’onorevole olandese Kathleen Van Brempt si sono rivelati molto scettici in merito, a partire dal fatto che tanto migliore si rivelerà la strategia di riciclo e sostituzione della plastica inquinante, tanto meno una tassa sulla plastica si rivelerà redditizia per il bilancio dell’Unione. L’idea è dunque a uno stato ancora molto acerbo. Ciò che è invece realtà, è un’organica strategia riguardo il futuro della plastica nell’UE. La Commissione sembra avere le idee chiare ma ora la palla passa al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo. Il percorso è appena cominciato. 

Matteo Gori

FOCUS ROMANIA Sempre sotto osservazione mentre trionfa la corruzione

Alla lista dei Paesi indisciplinati dell’Est Europa si è aggiunta ormai da tempo anche la Romania. Fin dal momento del suo accesso completo all’Unione Europea nel gennaio 2007, la Romania è stata inserita dalla Commissione europea nel Meccanismo di cooperazione e verifica, insieme alla Bulgaria. L’obbiettivo principale del progetto è fornire supporto nel raggiungimento di standard adeguati in materia di lotta alla corruzione e di riforma del sistema giudiziario. Tuttavia, nell’ultimo bollettino rilasciato dalla Commissione, si legge che nessuno dei traguardi fissati «è stato raggiunto in maniera sufficiente». E al centro delle proteste di questi giorni, che seguono la seconda crisi di governo in pochi mesi, ci sono proprio la riforma del sistema giudiziario e le norme relative al contrasto della corruzione. Il presidente polacco, Klaus Iohannis, del Partito Nazionale Liberale, appartenente al gruppo dei Popolari europei, ha incontrato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, lo scorso 31 gennaio. Nell’incontro, Iohannis ha sottolineato la propria preoccupazione nei confronti del tentativo del governo rumeno di imporre una serie di cambiamenti al sistema giudiziario che la stessa Corte costituzionale di Bucharest ha respinto. La Romania ha attraversato un periodo di profonda instabilità politica e di proteste in piazza contro i governi a guida socialista. Lo scorso 15 gennaio, il primo ministro Mihai Tudose, ha rassegnato le proprie dimissioni alla vigilia dell’incontro con la controparte giapponese, Shinzo Abe. Il partito socialista, infatti, sembra dover fare i conti con la presenza ingombrante del suo leader de facto, Liviu Dragnea, a cui non è consentito di partecipare alle elezioni in quanto dichiarato colpevole dell’accusa di brogli elettorali. Sarebbe lui ad aver promosso un’ampia riforma della giustizia che, però, andrebbe a destabilizzare i pochi progressi fino ad ora raggiunti in termini di lotta alla corruzione e indipendenza della magistratura. Dal febbraio 2017, un pacchetto di riforme del sistema della giustizia è stato a più riprese presentato alle camere per essere approvato, fino ad essere respinto in parte dalla Corte costituzionale a gennaio. La ragione del rigetto è che la norma che consentirebbe allo stato di intervenire contro un pubblico ministero o un giudice in caso di «cattivo convincimento o seria negligenza» sarebbe stata formulata in modo troppo vago; di conseguenza, lascerebbe eccessiva capacità al governo di interferire con l’azione della magistratura, ricorrendo a provvedimenti disciplinari sulla base di accuse poco circostanziate. Quello che ha poi innescato vaste proteste di piazza è stato l’intervento sulle norme che puniscono i reati connessi alla corruzione, per cui sarebbero previste depenalizzazioni, per esempio nel caso in cui l’entità del fenomeno sia al di sotto dei 200 mila euro. A febbraio è prevista la nomina del nuovo primo ministro, senza consultazioni elettorali. 

Leonardo Zanobetti

 

CALENDARIO In Europa, a gennaio
12 gennaio ► Il laburista olandese Jeroen Dijsselbloem ha ceduto la presidenza dell'Eurogruppo a Mário Centeno, ministro delle finanze portoghese.
13 gennaio ► L'Unione Europea ha sancito che non potranno più essere applicati costi extra per i pagamenti con carte di credito, abolendo quindi eventuali discriminazioni rispetto alle transazioni effettuate con strumenti di debito.
17 gennaio L'inflazione anno su anno nell'area Euro ha segnato un modesto rallentamento, attestandosi all'1.4 percento a dicembre, contro l'1.5 percento di novembre.
17 gennaio ► Il Parlamento Europeo ha approvato una proposta per introdurre un obiettivo vincolante del 35 percento di aumento dell'efficienza energetica in Unione Europea entro il 2030.
19 gennaio ► Il Terzo rapporto del Codice di Condotta promosso dall'Unione Europea e da una serie di organizzazioni senza scopo di lucro ha rilevato che nel 70 percento dei casi il contenuto verbale violento segnalato ai gestori di servizi internet viene rimosso.
21 gennaio ► Pochi giorni prima dell'anniversario dei 55 anni del Trattato dell'Eliseo, Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno rimarcato la necessità della collaborazione tra Francia e Germania per il rilancio del progetto Europeo.
24 gennaio ►La Commissione Europea ha elevato una sanzione di 997 milioni di Euro contro Qualcomm, per abuso di posizione dominante nella commercializzazione di componenti per reti internet mobili, in un periodo di cinque anni.
24 gennaio ► Il Commissario alla Giustizia, Vera Jourova, ha dichiarato che 26 degli stati membri non sarebbero pronti a recepire della nuova legislazione che entrerà in vigore a maggio, contenente importanti aggiornamenti in materia di privacy, tra cui l'obbligo di comunicare alle autorità pubbliche entro 72 ore la scoperta di intromissioni nei database.

 

SPUNTI per l'Europa
Financial Times A German coalition deal to radically reshape Europe
London School of Economics Prof Simon Hix on Brexit
Il Sole 24 Ore Un piano industriale 2.0 per l'Italia delle competenze


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